I Macchiaioli

di Redazione

31 Ago, 2022

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La mostra a Palazzo Blu di Pisa ripercorre l’entusiasmante evoluzione e insieme rivoluzione dei Macchiaioli, che hanno dato vita a una delle più originali avanguardie nell’Europa della seconda metà del XIX secolo.

Si tratta infatti di una retrospettiva di oltre 130 opere, per lo più capolavori provenienti da collezioni private, solitamente inaccessibili, e da importanti istituzioni museali come le Gallerie degli Uffizi, il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, la Galleria d’arte moderna di Genova e la Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma.

L’esposizione a Palazzo Blu, articolata in 11 sezioni, racconta dunque l’eccitante avventura di un gruppo di giovani pittori progressisti, toscani e non, che, desiderosi di prendere le distanze dall’istituzione accademica nella quale si sono formati, sotto l’influenza di importanti maestri del Romanticismo come Giuseppe Bezzuoli e Francesco Hayez, giungono in breve tempo a scrivere una delle più poetiche e audaci pagine della storia dell’arte non solo italiana.

Ed è proprio per via dei valori universali che la sottendono che l’arte dei Macchiaioli risulta così attuale, affascinando con la pienezza formale e poetica di straordinari capolavori, dalle Cucitrici di camicie rosse di Borrani a Il canto di uno stornello di Lega, alla Battaglia di Magenta di Fattori, indelebilmente impressi nella memoria collettiva. Lo sguardo intimo sulla realtà a loro contemporanea, la visione antieroica e profondamente umana che i Macchiaioli ebbero del Risorgimento hanno del resto incantato anche il mondo del Cinema, da Luchino Visconti a Martin Scorsese. 

Cristiano Banti, Filatrici di paglia della Valdelsa,1886, Olio su tavola,17x42,5 cm. Collezione Privata.

La mostra di Palazzo Blu raccoglie le opere “chiave” di questo percorso allo scopo di cadenzare i diversi momenti della ricerca dei macchiaioli, il loro confrontarsi con altri artisti e con le diverse scuole pittoriche europee; i loro smarrimenti, la capacità di mettersi collettivamente in discussione e di sterzare, se necessario, il timone per proseguire sulla strada del progresso e della modernità senza abbandonare mai la via maestra della luce.  Il pubblico dei visitatori troverà a Palazzo Blu le risposte alle domande più ricorrenti: perché i Macchiaioli sono nati in Toscana? Possono essi ritenersi i pittori del Risorgimento? Perché sono considerati un’avanguardia europea?

Silvestro Lega, I fidanzati / I promessi sposi, 1869, Olio su tela, 35,5 x 79,5 cm.

Il racconto prende le mosse, nella prima sezione, dal fiorentino Caffè Michelangelo, nel quale approdano nel 1855 i toscani Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, Raffaello Sernesi, Giovanni Fattori, Adriano Cecioni, Cristiano Banti, Serafino De Tivoli, ai quali si uniscono il napoletano Giuseppe Abbati, i veneti Vincenzo Cabianca e Federico Zandomeneghi, il ferrarese Giovanni Boldini, il romagnolo Silvestro Lega, il pesarese Vito D’Ancona, il romano Nino Costa. Tra i loro sostenitori ci sono il poeta Giosuè Carducci, il critico Diego Martelli, l’ingegnere e uomo di scienza Gustavo Uzielli. Questi artisti che si definiscono “progressisti” contestano l’accademia di belle arti come sistema e difendono la libertà di espressione. Ecco perché il Caffè Michelangiolo da subito appare loro il luogo ideale per crescere e per svincolarsi dalle “pedanterie” accademiche. Il loro obiettivo è quello di arrivare ad esprimere il proprio sentimento attuale di giovani uomini animati da profonde idealità patriottiche e artistiche attraverso forme d’arte più moderne e condivise. Vogliono confrontarsi con realtà diverse da quella italiana e accogliere quanti, anche solo di passaggio in Toscana, possano apportare un qualche stimolo, tra questi Edgar Degas e Gustave Moreau, Marcellin Desboutin e lo scrittore Georges Lafenestre, Auguste Gendron (allievo di Delaroche), l’americano Elihu Vedder. 

L’esposizione prosegue attraverso i cambiamenti di scenari (sezione 2), a partire dall’Esposizione Universale di Parigi del 1855 che sancisce il trionfo della moderna pittura di paesaggio francese, e cambia anche lo sguardo sul paesaggio di alcuni pittori, capeggiati da De Tivoli e da Carlo Markò junior. “Il paesaggio è la vittoria dell’arte moderna” affermano Edmond e Jules de Goncourt nel loro articolo sull’Esposizione. Di ritorno da Parigi De Tivoli inizia dedicarsi allo studio del vero, ottenendo mirabili effetti di naturalezza e di ariosità atmosferica, come in La questua.

Vincenzo Cabianca, Il Mattino, 1861, Olio su tela, 132x56 cm. Collezione Privata.

Lo sguardo cambia anche sulla realtà contemporanea (sezione 3), e anche pittori di figura come il veronese Cabianca si trovano a osservare con occhi nuovi la società contemporanea passando dal timido realismo delle scene d’interno, ad un’opera come L’abbandonata, in cui audacemente Cabianca coglie lo stato emotivo della protagonista con insolita determinazione. 

In mostra anche il tema della Seconda Guerra d’Indipendenza (sezione 4) che provoca nel percorso dei progressisti toscani l’occasione per riflettere sul particolare rapporto che li lega all’epopea risorgimentale. Nel frattempo, incoraggiato dal momento storico, “si converte alla macchia” anche Giovanni Fattori che nella Battaglia di Magenta, dipinge un grande affresco corale in cui la vittoria italiana decisiva per le sorti della guerra, con la liberazione di Milano, diventa un evento umanitario. 

Vincenzo Cabianca, Marmi a Carrara Marina, 1861, Olio su tela, 36x89 cm. Collezione Privata.

La quinta sezione è dedicata al dipinto Il mattino di Cabianca, eccezionalmente a Pisa per la prima volta dopo 160 anni, esposto con successo alla Promotrice di Torino nel 1861. La mostra prosegue con il racconto del successo che i Macchiaioli ebbero dopo l’esposizione torinese, gli anni di affermazione della loro arte (sezione 6). In questo momento nascono straordinari capolavori come Mietitura del grano nelle montagne di San Marcello di Borrani, Pastura in montagna e Tetti al sole di Sernesi, Contadina nel bosco, di Fattori. Il gruppo è ormai coeso e forte grazie a un progetto comune, ovvero contribuire alla nascita di un’arte nazionale, allineata con le più avanzate manifestazioni della pittura europea. 


  • Dove: Palazzo Blu - Pisa
  • Quando: dal 8 Ott. al 26 Feb. 2023
  • Orario: da Lun. a Ven. 10.30-19.00; Sab. Dom. 10.00-20.00

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