I Creatori dell’Egitto Eterno - Scribi artigiani e operai al servizio del Faraone

di Renate Mussini

25 Nov, 2022

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La mostra, curata dal Museo Egizio, da Cédric Gobeil, Paolo Marini, Corinna Rossi, sotto il coordinamento del direttore del Museo Egizio, Christian Greco, costituisce la terza e ultima tappa del ciclo di eventi di rilievo internazionale “Grandi Mostre in Basilica”, ideato dalla Città di Vicenza per valorizzare le eccellenze culturali della città.

Il percorso si snoda all’interno della Basilica Palladiana fra un’ampia selezione di circa 200 reperti provenienti dal Museo Egizio e un gruppo di circa 20 opere in prestito dal Museo del Louvre di Parigi, dagli oggetti più piccoli o preziosi, fino ai sarcofagi e alle statue monumentali. Una serie di installazioni multimediali accompagnano l’esperienza dei visitatori, rompendo e allargando i confini della cultura materiale: gli oggetti fisicamente presenti sono virtualmente ricongiunti alla propria storia e al contesto originario, ormai inevitabilmente perduto.

La mostra si articola in temi fra loro collegati. Il suggestivo spazio sotto la volta della Basilica si divide in due ampie sezioni: una prima parte che illustra la vita terrena e la creazione di questi capolavori millenari, e un secondo momento dedicato alla vita dopo la morte. La prima tappa del viaggio è Tebe, la città monumentale che si espandeva sulla riva est del Nilo, sede dei grandi templi, capitale del Nuovo Regno per quasi tre secoli. Qui si incontrano i grandi gruppi scultorei dei regnanti e le statue monumentali delle divinità con attributi del mondo animale. Mentre la sponda orientale accoglieva la città dei vivi, quella opposta, dove tramonta il sole, ospitava la vasta città dei morti: tutte le tombe, i luoghi di culto dedicati ai defunti e, soprattutto, i grandi templi funerari dei faraoni.

Il percorso della mostra si sposta, dunque, sulla sponda occidentale, per raggiungere il villaggio nascosto di Deir el-Medina, protetto dalla dea-serpente Meretseger e posto ai piedi della grande montagna piramidale, nel cui ventre furono scavate le tombe della Valle dei Re. La mostra racconta nel dettaglio il processo costruttivo della tomba del faraone, la cui realizzazione, lunga e impegnativa, combinava competenze e ambiti diversi: aspetti simbolici e questioni tecniche, culto religioso e organizzazione del lavoro. Oltre agli strumenti e agli attrezzi, si possono ammirare i papiri che trasmettevano la sapienza di questi uomini, con piante e descrizioni di edifici e studi di disegno.

Questo focus è seguito da un approfondimento sulla vita quotidiana di operai, artigiani e scribi che abitavano quei luoghi, dedicandosi alla creazione e preparazione delle sontuose sepolture dei regnanti. Le scene dipinte sulle pareti delle tombe e i reperti rinvenuti rappresentano i tasselli di un mosaico complesso, che ci fanno intuire il modo di vivere di questi uomini, fatto di sapienza artigiana e tecnica tramandata, ma anche di colori, preghiere e canzoni, come testimoniano le stele e gli ostraka (frammenti di vasi o schegge di pietra) decorati, oltre ad alcuni rarissimi strumenti musicali, sia del Museo Egizio che del Louvre. Altri oggetti, come l’elemento decorativo di una portantina in legno scolpito e dipinto, testimoniano l’agiatezza e il lusso in cui vivevano alcuni membri della comunità di Deir el-Medina.

Dopo aver esplorato gli aspetti del mondo terreno, i visitatori vengono accolti dal sarcofago antropoide di Khonsuirdis e varcano la soglia della seconda parte della mostra, dedicata al viaggio dei defunti nell’aldilà. Qui sono condotti lungo un percorso che narra la preparazione del corpo e dell’anima alla vita eterna, dalla realizzazione degli splendidi sarcofagi dipinti, alla composizione del corredo funerario. Una selezione di oggetti dal ricco corredo funebre della regina Nefertari si accompagna ad affascinanti manufatti in faience turchese, come la coppa del Louvre o gli ushabti del faraone Seti I, i piccoli servitori che avrebbero dovuto alleviare le sue fatiche nell’aldilà.

Il percorso conduce al reperto che, forse più di altri, ispira una riflessione profonda sulla dicotomia vita-morte: la mummia con sarcofago di Tariri. Come contrappunto finale, questo percorso materiale nel regno dei morti culmina con l’esperienza immateriale immersiva che narra la storia della sepoltura dello scriba Butehamon e dell’ultimo viaggio del defunto. I visitatori attraversano un’installazione di videomapping realizzata sulla riproduzione in stampa 3D del suo grande sarcofago, che svela i segreti che conteneva e dà vita al racconto di questo incredibile reperto.


  • Dove: Basilica Palladiana - Vicenza
  • Quando: dal 22 Dic. al 7 Mag. 2023
  • Orario: da Mar. a Dom. 10.00-18.00
  • Prezzo: intero € 13,00; ridotto € 11,00

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