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LIBERTY. L’arte dell’Italia moderna

di Redazione
11 Mar, 2026
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Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, tra gli ambienti artistici internazionali, inizia a diffondersi il Liberty, una tendenza stilistica che influenza diversi ambiti creativi e produttivi: pittura, scultura, architettura, grafica, moda, fotografia, arti applicate e perfino il nascente mondo del cinema.

Questo nuovo gusto, tra acceso entusiasmo per la modernità e riscoperta di pratiche artigianali spinge anche gli artisti italiani a interpretare, e ad adattare al clima culturale del nostro paese, le novità dell’arte internazionale. Sulla scia dell’Art Nouveau in Francia, del Modern Style in Inghilterra, dello Jugendstil in Germania, della Sezession in Austria, in Italia s’impone il cosiddetto stile nuovo o stile floreale, caratterizzato da forme sinuose ed eleganti linee serpentine ispirate al mondo naturale, che diventa grande fonte di ispirazione formale.

La mostra presenta una selezione di oltre cento capolavori, provenienti da collezioni private, e quindi poco note al pubblico, e da importanti istituzioni museali quali la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Nazionale di Parma e i Musei Civici di Udine.

Plinio Nomellini, Bambini in giardino, coll. privata.

La scelta delle opere esposte in Palazzo Martinengo tiene conto anche della partecipazione degli artisti alle grandi esposizioni tenutesi in Italia tra la fine del XIX e i primi due decenni del XX secolo: dalle prime Biennali di Venezia all'Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902; dall'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906 fino alla grande Esposizione Internazionale di Roma del 1911 che celebra i cinquant’anni dall’Unità d’Italia. Si avrà così la possibilità di rileggere importanti opere dell’arte italiana attraverso una nuova prospettiva, e al contempo di riportare alla luce opere meno o affatto note al pubblico e in qualche caso del tutto inedite.

Camillo Innocenti - Notturno, coll. privata.

Il dialogo tra pittura e scultura, grafica, fotografia e l’allora nuovissimo linguaggio cinematografico, a cui sarà dedicata un'intera sezione con un focus sul fenomeno nascente del “divismo”, offrirà al pubblico la possibilità di entrare da prospettive inusuali in uno dei periodi più fertili della storia dell’arte europea tra Ottocento e Novecento.

Matteo Reviglione, Ritratto in nero, 1916: Collezione privata.

Il percorso espositivo, articolato in otto sezioni tematiche, si dipana tra i dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone e altri ancora, e le sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti. Sarà inoltre possibile comprendere il clima artistico e culturale dell'Italia Liberty grazie alla selezione di elegantissimi abiti femminili realizzati negli atelier dei sarti più famosi, di coloratissime affiches che pubblicizzavano grandi magazzini di moda, liquori, giornali, spettacoli teatrali e località turistiche, disegnati da insigni illustratori come Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, e di raffinatissime ceramiche artistiche dai decori ispirati alla natura, figlie della geniale creatività di Galileo Chini.


  • Dove: Palazzo Martinengo - Brescia
  • Quando: dal 24 Gen. al 14 Giu. 2026
  • Orario: Mer. Gio. e Ven. dalle 9:00 alle 17:00 Sab. Dom. e festivi: dalle 10:00 alle 20:00 Lun. e Mar. chiuso
  • Prezzo: intero € 15,00; ridotto € 13,00
  • Sito ufficiale

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